La storia di Senigallia

Dalla preistoria ai Longobardi

I più antichi insediamenti umani rinvenuti nell’attuale territorio del Comune di Senigallia risalgono alla preistoria, come i resti di un villaggio venuti alla luce nella zona delle Saline. Sono anche stati trovati reperti dell’Età del Ferro lungo le vallate dei fiumi Misa e Nevola ed insediamenti collegabili ai Piceni ed agli Etruschi nella frazione di Scapezzano. La fondazione della città vera e propria è datata tra il 389 ed il 383 a.C. da parte dei Galli Senoni, una tribù celtica che si stanziò nella Romagna e nel nord delle Marche, che fecero di Sena Gallica la loro capitale. I Galli Senoni si scontrarono a più riprese con Roma, arrivando a saccheggiarla, fino a quando, nel 295 a.C. alla battaglia di Sentino, vennero duramente sconfitti e successivamente sottomessi e romanizzati. Sena divenne la prima colonia romana sul mare Adriatico e crebbe in un importante centro nell’età Imperiale. Con il saccheggio del 409 da parte dei Visigoti di Alarico diretti verso Roma, per Senigallia cominciò un lunghissimo periodo, durante il quale a distruzioni e saccheggi seguirono puntuali rinascite. Molte devastazioni avvennero nel corso della guerra gotica (535-553), al termine della quale la città rimase nell’area bizantina legata all’Esarcato di Ravenna come parte della Pentapoli marittima con Rimini, Pesaro, Fano ed Ancona. Nel 764 e nel 772 furono i Longobardi a saccheggiarla.

Resti romani al teatro la Fenice di Senigallia
La Rocca Roveresca di Senigallia fotografata agli inizi del '900

Le signorie

Nell’800 Carlo Magno diretto a Roma per essere incoronato imperatore del Sacro Romano Impero passò per Senigallia, a dimostrarne l’importanza dopo la nuova rinascita. Anche durante lo scontro fra Papato ed Impero, dal 1075 al 1313, il Comune di Senigallia fu sottoposto ad una serie di devastazioni, perpetrate da entrambe le parti in lotta, che rischiò di far scomparire del tutto la città. All’inizio del Trecento cade sotto il dominio dei Malatesta di Rimini, torna sotto il controllo pontificio nel 1353 per poi tornare ai Malatesta nel 1379. Ancora una volta la città si risolleva, soprattutto sotto Sigismondo Pandolfo Malatesta che stimola i commerci, promuove una campagna di ricostruzione del centro abitato e costruisce gli argini del fiume Misa. La signoria dei Malatesta termina nel 1462, con la sconfitta subita per mano di Federico da Montefeltro, sostituita dal controllo diretto della Chiesa. Nel 1474 il papa Sisto IV (Francesco Della Rovere) nomina il nipote Giovanni Della Rovere signore di Senigallia e del vicariato di Mondavio. Durante questa signoria vengono avviati numerosi progetti di riqualifica della città: la bonifica delle Saline, il completamento della Rocca (oggi detta Roveresca) per proteggersi dai Turchi provenienti dall’Adriatico e la costruzione del palazzo ducale. In questo periodo Senigallia conosce un grande sviluppo nell’agricoltura, nel commercio, nell’arte, nelle scienze e nella politica.

Lo sviluppo

Il 1502 i Della Rovere vengono cacciati dalle truppe di Cesare Borgia. Un anno dopo Francesco Maria della Rovere, parente del papa Giulio II (Giuliano Della Rovere), torna in possesso della signoria di Senigallia, che poi annette all’urbinate quando diventa duca di Urbino. Alla morte gli succede il figlio Guidobaldo II che fa costruire sia la cinta di mura pentagonale che il Palazzo del Duca. Nella seconda metà del XVI secolo Senigallia è ormai tappa obbligatoria per i pellegrini diretti al santuario di Loreto, sede dei resti della Santa Casa di Nazaret dove visse Gesù, la cui fama è arrivata in tutta l’Europa cattolica. A partire dal 1600 Senigallia inizia a farsi conoscere in tutto il Mondo grazie alla famosa fiera della Maddalena, che si tiene dal XIII secolo ed alla franchigia portuale. Nel 1631 la città ormai porto commerciale più importante del Ducato torna alla Chiesa e ci resterà fino all’unità d’Italia. Per un secolo e mezzo Senigallia è il punto d’incontro degli scambi fra le nazioni del centro Europa e quelle levantine, arrivano navi cariche di prodotti provenienti da tutto il Mondo. Grazie agli intensi commerci lo sviluppo è impetuoso, la città raddoppia la sua estensione, si arricchisce di innumerevoli tesori d’arte ed acquista importanza economica e politica, anche con l’apertura di quattordici consolati, tra cui quelli di Svezia e Turchia. Nella prima metà del Settecento è da sottolineare l’intensa attività teatrale che si svolge nei ben quattordici teatri privati cittadini.

Papa Giulio II in un quadro di Raffaello
La Rotonda a Mare di Senigallia in costruzione negli anni 30 del Novecento.

La città ed il turismo

La seconda metà del Settecento invece coincide con l’inizio di un secondo ampliamento del tessuto cittadino, richiesto per le necessità della fiera. Nel XIX secolo la città torna a far parlare di sé per aver dato i natali a papa Pio IX. Ad inizio Novecento Senigallia comincia a diventare una località rinomata per il nascente turismo balneare, vocazione celebrata nel 1933 con la costruzione della Rotonda a Mare. Al centro della riviera adriatica marchigiana oggi Senigallia ha tredici chilometri ci costa dedicati al turismo, un mare limpido e balneabile, sabbia fine e dorata, che le è valso l’appellativo di spiaggia di velluto. Dal 1997 la Foundation for Environmental Education assegna ogni anno alla città la prestigiosa Bandiera Blu d’Europa, riconoscimento per la qualità delle acque, la vivibilità del litorale e l’efficienza dei servizi.